Alcoltest illegittimo senza avvocato

Nulla la violazione amministrativa e il relativo reato, se il conducente non sia stato informato della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia.

Il relativo avviso, infatti, deve essere comunicato all’interessato prima di procedere con l’accertamento mediante etilometro, ove l’autorità giudiziaria ritenga vi sia uno stato di alterazione del conducente stesso.

Il principio sopra esposto, è stato più volte sancito dalla Suprema Corte. Già con la sentenza n. 5396/2015, gli Ermellini avevano precisato che l’avvertimento ex art. 114 disp. att. c.p.p., deve essere dato solo quando l’organo di polizia procedente, sulla base delle circostanze di fatto, ritenga possibile uno stato di alterazione del conducente.

Recentemente, sul punto, la Corte di Cassazione sez. penale, con la pronuncia n. 6529/2018, ha confermato l’obbligo di avvertimento ex art. 114 disp. att. c.p.p., laddove vi siano degli elementi che possano far ritenere all’organo procedente, un possibile stato di alterazione del conducente.

Il nostro Studio, sulla base della giurisprudenza sopra elencata, ha impugnato un verbale elevato ad un conducente palermitano per violazione dell’art. 182, com. 2 del C.d.S. .

Nel caso di specie, il conducente, era stato sottoposto all’etilometro, senza che l’autorità giudiziaria lo informasse della possibilità di farsi assistere da un difensore di fiducia nell’espletamento della procedura di controllo.

Orbene, con la sentenza n. 2224/2018, il Giudice di Pace di Palermo ha accolto il ricorso presentato dal nostro Studio, annullando tutte le sanzioni inflitte al conducente, ossia, l’ammenda pecuniaria e la sottrazione dei punti dalla patente. Il Tribunale adito, ha dunque, annullato il verbale impugnato e restituito la patente al conducente.

Per completezza, ricordiamo, che i verbali in questione devono essere impugnati entro 30 giorni dalla notifica.

 

Lo Studio Legale Romano, offre consulenza per analizzare singolarmente ogni caso e laddove vi siano i presupposti presentare i relativi ricorsi.

 

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Articolo su Palermo Today

Multe ZTL a Palermo

Con l’O.D. n. 485/2017 Il Comune di Palermo ha istituito nel centro del capoluogo siciliano le zone a traffico limitato, ossia zone urbane nelle quali è possibile accedere e circolare con la propria autovettura solo se titolari di un pass di accesso a pagamento.

Il perimetro della Ztl istituita dal Comune di Palermo si estende da Via Cavour a Via Lincon e da Porta Nuova a Porta Felice ed è attiva dalle 8.00 alle 20.00 dal lunedì al venerdì, il sabato dalle 8.00 alle 13.00.

Dal 10/10/2017, data della sua entrata in vigore, migliaia sono stati i cittadini palermitani fotografati dalle telecamere collocate nei diversi varchi di accesso e dunque multati.

Il codice della strada, infatti, disciplina con gli art. 7 c. 9 e 14 gli ingressi illegittimi nella zona a traffico limitato, con sanzioni pecuniarie da  € 84 fino ad € 335.

Nel caso del Comune di Palermo la sanzione prevista è pari ad € 93,89.

Nel corso degli ultimi mesi migliaia di automobilisti palermitani hanno ricevuto decine di verbali per aver circolato all’interno della Ztl senza regolare pass.

Le violazioni commesse non essendo state immediatamente contestate, non solo sono state notificate al presunto trasgressore successivamente a distanza di molto tempo, ma anche dopo aver reiterato numerosi accessi “abusivi” nella zona a traffico limitato, causando così un notevole danno economico per l’ignaro automobilista.

Orbene, secondo le disposizioni vigenti, i verbali hanno natura rieducativa e in quanto tale, dunque, devono essere tempestivamente comunicati al trasgressore che, una volta edotto dell’errore non porrà più in essere la condotta illecita.

Lo Studio Legale Romano, dopo un’accurata analisi della situazione, ha avviato un’azione legale al fine di chiedere l’annullamento dei verbali in questione. L’autorità competente individuata dallo Studio è il Prefetto di Palermo, dinnanzi al quale si può istruire il procedimento entro 60 giorni dalla notifica del verbale.

Lo Studio Legale Romano, offre consulenza per analizzare singolarmente ogni caso e laddove vi siano i presupposti presentare i relativi ricorsi per chiedere l’annullamento dei verbali.

Come impugnare le cartelle di pagamento per multe

Negli ultimi anni e soprattutto negli ultimi mesi, abbiamo visto un notevole incremento di cartelle di pagamento notificate a numerosi cittadini palermitani.

La maggior parte degli avvisi di pagamento inviati hanno ad oggetto sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, o meglio d.lgs. 285/1992.

In particolare, il Comune di Palermo nel 2013 ha affidato ad un soggetto privato, e più precisamente al Consorzio Stabile Olimpo, il servizio di imbustamento e notifica dei verbali automobilistici.

Il servizio svolto da tale soggetto, tuttavia, secondo quanto previsto dall’art. 4 Dlgs 58/2011 e dalla Legge 296 del 2006 commi 158 e seguenti, risulta illegittimo.

Infatti, le normative sopraindicate, affidano il servizio di notifica delle violazioni al codice della strada esclusivamente al servizio di poste nazionale, ossia Poste Italiane.

Orbene, tra gli anni 2014 e 2016 il Comune di Palermo ha affidato il servizio di notifica delle multe, proprio ad un soggetto privato ( Consorzio Olimpo) e quindi non legittimato dalle legge.

Lo Studio Legale Romano, proprio per tutelare i diritti di migliaia di automobilisti palermitani, ha depositato dinnanzi al Giudice di Pace di Palermo, diversi ricorsi per chiedere l’annullamento dei verbali notificati per mezzo del Consorzio Olimpo.

La maggior parte dei ricorsi da noi depositati, sono stati accolti dal giudice adito che ha anche provveduto ad annullare i verbali impugnati.  http://www.palermotoday.it/cronaca/ricorso-giudice-pace-notifiche-multe-annullate-consorzio-olimpo.html

Il Comune di Palermo, dal mese di luglio 2017 circa, tuttavia, vedendosi soccombente in numerosi giudizi, ha preferito trasmettere le violazioni del codice della strada all’agenzia predisposta per il recupero del credito, ossia Riscossione Sicilia S.p.a. .

Infatti da luglio, i verbali illegittimi sono notificati attraverso le cartelle di pagamento emesse proprio da Riscossione Sicilia S.p.a. . Si tratta, infatti, di verbali mai notificati (o mai recapitati) e dunque del tutto sconosciuti per i destinatari che, del tutto ignari delle violazioni, hanno ricevuto cartelle di pagamento.

Anche in questa fattispecie il Giudice adito ha dato ragione ai ricorrenti, annullando i verbali.

Sono diverse, anche in questo caso, le pronunce del Giudice di Pace di Palermo con le quali sono state accolte le domande dei ricorsi che hanno prodotto l’annullamento dei verbali e la conseguente cancellazione dal ruolo di pagamento.

Lo Studio Legale Romano, a tal riguardo, infine, ricorda che è possibile impugnare le cartelle di pagamento che hanno ad oggetto violazioni del codice della strada, entro e non oltre 30 giorni dalla notifica della stessa.

Lo Studio Legale Romano, offre consulenza per analizzare singolarmente ogni caso e laddove vi siano i presupposti presentare i relativi ricorsi per chiedere l’annullamento dei verbali.